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	<title>RINTRACCIARTI - diritti in cerca di identità &#187; Administrator</title>
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	<description>Mantova, Palazzo della Ragione</description>
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		<title>Le Vie della Legalità</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 07:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Supportati dalle positive esperienze maturate in questi anni nel cercare di mettere in rete le numerose associazioni sociali e culturali del nostro territorio in una sorta di laboratorio di comunità, nell’attesa a fine anno di allestire la settima edizione di RintracciArti, gli organizzatori indicono per SABATO 4 GIUGNO 2011 una giornata dedicata ai temi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Supportati dalle positive esperienze maturate in questi anni nel cercare di mettere in rete le numerose associazioni sociali e culturali del nostro territorio in una sorta di laboratorio di comunità, nell’attesa a fine anno di allestire la settima edizione di RintracciArti, gli organizzatori indicono per <strong>SABATO 4 GIUGNO 2011</strong> una giornata dedicata ai temi della legalità nei comportamenti quotidiani e pubblici che si svilupperà a <strong>Mantova</strong> nella zona del lungolago Superiore, <strong>da Porta Mulina a Belfiore</strong>.</p>
<p><span id="more-760"></span></p>
<h2>LE VIE DELLA LEGALITA&#8217;</h2>
<h3>Sabato 4 Giugno 2011</h3>
<p>RintracciArti in collaborazione con: </p>
<ul>
<li>Associazione Ars Educandi</li>
<li>Libera &#8211; Coordinamento di Mantova</li>
<li>Avviso Pubblico</li>
<li>Libertà e Giustizia di Mantova</li>
<li>ACLI provinciale di Mantova</li>
<li>ARCI provinciale di Mantova</li>
<li>Amnesty International GR79</li>
<li>l Segno Onlus</li>
<li>Banca Etica &#8211; Coordinamento locale di Mantova</li>
<li>Istituto Comprensivo “Luisa Levi” di Mantova</li>
<li>Sucar Drom</li>
<li>Articolo 3</li>
<li>Comitato Acqua Pubblica di Mantova</li>
<li>LAV</li>
<li>Emergency Mantova</li>
</ul>
<ul>
<li>il supporto tecnico e logistico de La Zanzara &#8211; Parco/Eventi/Ristorazione</li>
<li>la collaborazione della Gazzetta di Mantova</li>
<li>lil patrocinio e contributo del Parco del Mincio e della Coop Consumatori Nordest</li>
</ul>
<p>organizza per SABATO 4 GIUGNO 2011 una giornata dedicata ai temi della legalità nei comportamenti quotidiani e pubblici che si svilupperà a Mantova nella zona del lungolago Superiore, da Porta Mulina a Belfiore. </p>
<h2>PROGRAMMA</h2>
<h3>09.00  ALLA RICERCA DELL&#8217; U.M.L. (Unità Minima Legale) vers. junior</h3>
<p><strong>Mantova &#8211; Porta Mulina c/o lo spazio antistante “La Zanzara”</strong></p>
<p>Laboratori didattici organizzati dai gruppi di Mantova di Libera e di Amnesty International sul tema della legalità nelle pratiche quotidiane, cui partecipano alcune classi della scuola secondaria di 1° grado L. B. Alberti di Mantova. </p>
<h3>11.00  ALLA RICERCA DELL&#8217; U.M.L. (Unità Minima Legale) vers. senior</h3>
<p><strong>Mantova &#8211; Località Belfiore c/o l&#8217;imbarcadero zona ex-Rifugio</strong></p>
<p>Workshop per adulti organizzato dal gruppo di Mantova di Amnesty International sul tema della legalità e dei diritti, a bordo di un battello a trazione elettrica, con navigazione sul Lago Superiore, a cura dell&#8217;associazione Per il Parco con il contributo del Parco del Mincio.</p>
<p>Iscrizione gratuita per al più trenta partecipanti con prenotazione al 335 6299077. </p>
<h3>16.30   LEGAL FOCUS</h3>
<p><strong>Mantova &#8211; ARCI Bocciofila in Piazzale Te</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito del ciclo di conferenze “Nello Spirito della Costituzione &#8211; percorso di persone, parole e luoghi di responsabilità”, organizzato da ACLI provinciale di Mantova, Libertà e Giustizia di Mantova e Libera, con la collaborazione di Gazzetta di Mantova, incontro pubblico con:</p>
<ul>
<li>Gian Carlo Caselli, Procuratore Capo della Repubblica a Torino,</li>
<li>Antonino Condorelli, Procuratore della Repubblica di Mantova,</li>
</ul>
<p>Partecipano Maria Regina Brun di Libera e Carlo Remino di Amnesty International.<br />
Conduce Stefano Scansani, caporedattore della Gazzetta di Mantova. </p>
<h3>19.00  QUI ADESSO</h3>
<p><strong>Mantova &#8211; Porta Mulina c/o lo spazio antistante “La Zanzara”</strong></p>
<p>Apertura degli stand delle associazioni di promozione sociale e culturale che hanno aderito all&#8217;iniziativa e della mostra fotografica sui beni confiscati alla mafia a cura di Libera.</p>
<p>Segue la presentazione del libro:</p>
<p>Arare e seminare contro le mafie. Italiani insieme, nella lotta per la giustizia e la legalità. L&#8217;esempio dei comuni reggiani con “Libera” e il Centro Culturale “Lombardo Radice” &#8211; Correggio 2010. Nato da un&#8217;idea di Libera, Coop Consumatori Nord Est e alcuni istituti scolastici del territorio, racconta la battaglia civile in cui cooperare significa, prima di tutto, operare insieme. </p>
<p>Saranno presenti gli studenti dell&#8217;Istituto L. Einaudi di Correggio (RE) che hanno partecipato al progetto. </p>
<h3>21.00 CENA DELLA LEGALITA&#8217;</h3>
<p><strong>Mantova &#8211; Porta Mulina c/o lo spazio antistante “La Zanzara”</strong></p>
<p>Con il contributo di Coop Consumatori Nordest, il cui ricavato (Euro 25,00 procapite) sarà devoluto a favore della cooperativa sociale Pio La Torre &#8211; Libera Terra di San Giuseppe Jato (PA).</p>
<p>Prenotazione obbligatoria al 348 3887774 &#8211; info@danielegodoni.it<br />
<a href="http://www.rintracciarti.org/file/leviedellalegalita.pdf">Scarica il PDF</a></p>
<h2>REPORT FOTOGRAFICO DI SABATO 4 GIUGNO</h2>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/il_notturno_news/sets/72157626889346821">E&#8217; possibile visualizzare le foto anche su Flickr </a><br />
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		<title>Arrivederci al 2011</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/11/30/arrivederci-al-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 11:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è conclusa domenica 28 novembre 2010, in Sala dei Trionfi del Palazzo di San Sebastiano di Mantova, con lo spettacolo DIALOGONEROBIANCO del TIME PIECE QUARTET (E. Gargjola &#8211; violino, M. Vicentini &#8211; violino, M. Perin &#8211; viola, A. Shimura &#8211; violoncello) e la partecipazione degli scrittori Kossi Komla-Ebri (Togo) e Mihai Mircea Butcovan (Romania), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa domenica 28 novembre 2010, in Sala dei Trionfi del Palazzo di San Sebastiano di Mantova, con lo spettacolo DIALOGONEROBIANCO del TIME PIECE QUARTET (E. Gargjola &#8211; violino, M. Vicentini &#8211; violino, M. Perin &#8211; viola, A. Shimura &#8211; violoncello) e la partecipazione degli scrittori Kossi Komla-Ebri (Togo) e Mihai Mircea Butcovan (Romania), la sesta edizione di <strong>RintracciArti</strong>, che con il titolo <strong>“TEMPO AL TEMPO &#8211; vivere (e pensare) bene”</strong> ha affrontato il tema di come progettare un modello di società dove l&#8217;ingorgo sociale ed economico, tecnologico e mediatico, ambientale e domestico non siano le direttrici della nostra vita, altresì sviluppata con l&#8217;arte della lentezza.  </p>
<p>Gli organizzatori DANIELE GOLDONI, GIONA SCANAVINI ed ENRICO ALBERINI, ai quali si è aggiunta quest&#8217;anno MIRTA BARBESCHI, quale coordinatrice degl&#8217;incontri, ringraziano la Provincia di Mantova &#8211; Assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie che da sempre ha promosso <strong>RintracciArti</strong> e il Comune di Mantova, con particolare riguardo allo staff del Museo della Città in Palazzo San Sebastiano e ai responsabili del Settore Cultura, grazie alla cui preziosa collaborazione ancora una volta è stato possibile portare a termine la rassegna.  </p>
<p>Un grazie sentito a:</p>
<ul>
<li>DANIELA ROSI, la cui professionale dedizione alla causa di <strong>RintracciArti</strong> ha consentito di allestire la personale di Alessandro Monfrini e agli amici dell&#8217;associazione Pecora Nera, prodigatisi per la mostra fotografica in Sant&#8217;Agnese;</li>
<li>ad ALBERTO PATRUCCO e a tutti artisti che hanno animato la manifestazione;</li>
<li>a ENZO ARGANTE, conduttore a Radio 24 della trasmissione FERRY BOAT, che ha moderato i principali dibattiti ascoltati a <strong>TEMPO AL TEMPO</strong> e a tutti i relatori che sono generosamente intervenuti;</li>
<li>alla fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo &#8211; Umberto Artioli, alla Scuola del Teatro di Mantova, alle associazioni Mantova Film Studio, Le Aquile, Partinverse, Porta Aperta, Telefono Rosa, Amnesty International, Il Segno, AssociArti;</li>
<li>alle numerose associazioni locali che hanno dato tempo, cuore e ingegno per camminare insieme a noi in un percorso di sensibilizzazione attiva sui temi della rassegna, arricchendo il programma con conoscenze ed esperienze.</li>
</ul>
<p><strong>Grazie infine, per l&#8217;ospitalità offerta, alle librerie di Mantova Mel Book Store, Di Pellegrini, Feltrinelli</strong>.  </p>
<p>La fidelizzata partecipazione di un pubblico motivato e sensibile a temi, come quelli legati ai diritti umani, non sempre di facile fruizione, ci dà l&#8217;abbrivio, pur in un frangente così difficile per reperire adeguati sostegni economici, pubblici o privati che siano, per rilanciare nel 2011 un nuovo appuntamento con <strong>RintracciArti</strong> mediante:</p>
<ul>
<li>un incontro primaverile, declinato verso la forma della festa, richiamando all&#8217;impresa le associazioni di volontariato culturale e sociale del territorio che vorranno ancora collaborare per dar corpo alla forma del laboratorio di comunità, un&#8217;idea che da presupposto e auspicio, diventi così sostanza e realtà tangibile;</li>
<li>una rassegna nel periodo invernale, che dia particolare risalto a giovani artisti europei, sviluppando, di concerto con le istituzioni pubbliche locali, un progetto specifico.</li>
</ul>
<p><strong>TEMPO AL TEMPO</strong> ha partecipato al progetto <strong>LA VITA E&#8217; ADESSO</strong>, finanziato dalla Regione Lombardia (bando volontariato 2010-11 &#8211; L. R. 1/08, Capo II).  </p>
<p>Mantova, lì 29 novembre 2010.  </p>
<p>Gli organizzatori<br />
Daniele Goldoni<br />
Giona Scanavini<br />
Enrico Alberini</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prefazione di Fausto Banzi</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/11/02/prefazione-di-fausto-banzi/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 15:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rintracciarti.org/?p=623</guid>
		<description><![CDATA[Per il sesto anno consecutivo l’assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie della Provincia di Mantova, promuove RintracciArti, una rassegna dedicata da sempre alla riflessione e all’approfondimento su temi legati alla difesa, tutela e promozione dei diritti umani, temi spesso ostici ma che richiedono di non essere abbandonati alla superficialità del vivere quotidiano.
Il titolo dell’edizione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il sesto anno consecutivo l’assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie della Provincia di Mantova, promuove <strong>RintracciArti</strong>, una rassegna dedicata da sempre alla riflessione e all’approfondimento su temi legati alla difesa, tutela e promozione dei diritti umani, temi spesso ostici ma che richiedono di non essere abbandonati alla superficialità del vivere quotidiano.</p>
<p>Il titolo dell’edizione del 2010,  &#8220;<strong>TEMPO AL TEMPO – vivere (e pensare) bene</strong>&#8220;, rimanda l’attenzione alle terre di mezzo percorse da donne e uomini dopo la nascita e prima della morte, al tempo della vita essenziale che a molte popolazioni dei cosiddetti paesi emergenti è ancora negato nei suoi diritti fondamentali, che a molti degli abitanti del mondo opulento è invece presentato come inutile, a favore di quello speso alla lotta per raggiungere e possedere beni materiali effimeri.</p>
<p><strong>RintracciArti</strong> allora si propone di far incontrare le persone che spendono il loro tempo professionale, e non solo, a proporre nuovi modelli di società che non vogliano più correre veloci e ingorde verso la crescita di consumi senza speranze, e le persone della nostra comunità, sensibili, a partire dagli stimoli indicati dagli ospiti, a sviluppare un dibattito aperto a nuovi e interessanti scenari.<br />
 <br />
<strong>Fausto Banzi</strong><br />
Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie<br />
Provincia di Mantova</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prefazione di Nicola Sodano</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/11/01/prefazione-di-nicola-sodano/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 12:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[RintracciArti è giunta alla sua sesta edizione. E&#8217; una rassegna che invita alla riflessione e stimola l&#8217;approfondimento sui diritti umani attraverso dibattiti, spettacoli e laboratori didattici in un bel mixaggio simbolico che mette insieme città, luoghi di storia e democrazia. Si tratta di una miscela creativa di idee e pensieri che giustamente anche quest&#8217;anno il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RintracciArti è giunta alla sua sesta edizione. E&#8217; una rassegna che invita alla riflessione e stimola l&#8217;approfondimento sui diritti umani attraverso dibattiti, spettacoli e laboratori didattici in un bel mixaggio simbolico che mette insieme città, luoghi di storia e democrazia. Si tratta di una miscela creativa di idee e pensieri che giustamente anche quest&#8217;anno il Comune di Mantova ha voluto sostenere in collaborazione con l&#8217;amministrazione provinciale. </p>
<p>L&#8217;edizione 2010 ha per tema: “Tempo al tempo, vivere (e pensare) bene”, un tema che pone l&#8217;attenzione sul modello di società in cui viviamo che fa prevalere la frenesia sociale ed economica, tecnologica e mediatica, ambientale e domestica (la quantità), in contrapposizione con un altro modello dove il consumo da compulsivo diventa consapevole, dove il tempo è sostenibile e non appeso, dove la vita è di qualità e non angosciosa. </p>
<p>Auguro agli organizzatori una buona riuscita delle varie iniziative in programma che sono sicuramente occasioni interessanti per dare voce ai molti protagonisti che interverranno e saranno animati dal reciproco desiderio di conoscenza. </p>
<p><strong>Nicola Sodano</strong><br />
Sindaco di Mantova</p>
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		<title>CHI NON LA PENSA COME NOIMartedì 23 Nov. 2010, Ore 21Teatro Ariston, Mantova »</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 19:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Patrucco e Sotto Spirito Band
in
CHI NON LA PENSA COME NOI
Comicità&#038;Canzoni
TESTI: Alberto Patrucco e Antonio Voceri
MUSICHE: Georges Brassens
DIREZIONE MUSICALE: Daniele Caldarini
“CHI NON LA PENSA COME NOI” è, prima di ogni altra, cosa un incontro. Quello tra la verve satirica di Alberto Patrucco, uno dei più corrosivi monologhisti dell’attuale panorama italiano e il caustico disincanto poetico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Alberto Patrucco e Sotto Spirito Band</h3>
<p>in</p>
<h2>CHI NON LA PENSA COME NOI</h2>
<p>Comicità&#038;Canzoni</p>
<p><strong>TESTI: Alberto Patrucco e Antonio Voceri<br />
MUSICHE: Georges Brassens<br />
DIREZIONE MUSICALE: Daniele Caldarini</strong></p>
<p>“CHI NON LA PENSA COME NOI” è, prima di ogni altra, cosa un incontro. Quello tra la verve satirica di Alberto Patrucco, uno dei più corrosivi monologhisti dell’attuale panorama italiano e il caustico disincanto poetico di Georges Brassens, il più raffinato e ironico cantautore francese del secolo scorso.</p>
<p>All’origine della produzione di Patrucco e di Brassens &#8211; fatte le debite proporzioni, ci tiene a precisare il comico brianzolo &#8211; ci sono diverse epoche storiche, differenti origini, persino distinte discipline: l’arte del monologo da una parte, la canzone d’autore dall’altra. Eppure, in “CHI NON LA PENSA COME NOI”, si possono apprezzare lo stesso timbro e le medesime prospettive, oltre al massimo comune denominatore della parola, sempre<br />
in primo piano rispetto al contesto. Ed è proprio “la parola” l’attrezzo indispensabile impiegato da questi due artigiani del palcoscenico per smascherare le ipocrisie e le assurdità di quella che ci ostiniamo a definire attualità. Probabilmente, non dandole il reale valore. Nonostante i testi di Brassens e Patrucco, in taluni casi, siano stati scritti a quasi mezzo secolo di distanza gli uni dagli altri, canzoni e monologhi trovano in “CHI NON LA PENSA COME NOI” una fusione ideale e una sorprendente sintonia con la cronaca legata alla quotidianità. Un punto d’equilibrio incredibilmente attuale, il cui fulcro può essere individuato nell’incongruenza della società moderna. Niente Celebrazioni brassensiane, quindi, bensì un’inderogabile necessità. Quella di far incontrare, seppure in epoche storiche distinte, sensibilità tanto affini. Punti di vista che coesistono in perfetta armonia, anche grazie al tessuto connettivo della musica.</p>
<p>Il Quartetto Sotto Spirito (pianoforte e tastiere, chitarre, contrabbasso e clarinetto) interpreta con arrangiamenti originali alcuni brani del maestro, preservati nei loro significati dall’accurata traduzione di Alberto Patrucco e Sergio Sacchi, restituendo agli spettatori la complessità e la profondità musicale di Brassens. Pezzi mai rivisitati in italiano che, in collaborazione con gli amici del Club Tenco, sono diventati un CD.</p>
<p>Alberto Patrucco torna a cantare, in uno spettacolo comico coinvolgente e graffiante che si colorisce qua e là di musica e poesia. Un incontro tra satira parlata e satira cantata, senza che una dimensione risulti estranea all’altra, sul filo di emozioni da anni dimenticate e finite sotto spirito.</p>
<p>ALBERTO PATRUCCO &#8211; Voce profonda, almeno quanto i temi che affronta con apparente leggerezza, abito di scena scuro, in omaggio alla scuola minimalista che imponeva massima attenzione alle mani e al volto, si presenta in palcoscenico semplicemente con la sua faccia e la sua verve. È Alberto Patrucco, classe 1957, attore comico di prima grandezza, ben noto alle plateee italiane per il suo incontenibile eloquio, fondato sull’innata capacità di plasmare il linguaggio e i fatti. Nei testi che scrive e recita anche in televisione, c’è sempre il filo di un ragionamento che, dopo e al di là dell’effetto comico, fa meditare. Con Mondadori ha pubblicato Tempi Bastardi (2003) e Vedo Buio! – manifesto del pessimismo comico (2006).</p>
<p>GEORGES BRASSENS &#8211; È considerato il più grande poeta della canzone francese. Nasce a Sète, cittadina di mare a sud della Francia, il 22 ottobre 1921. Ascoltando una canzone di Brassens si percepisce subito la perfezione della lingua, la bellezza della musica e la delicatezza di una poesia che appare semplice, tanto è costruita. Nel 1954 l’Académie Charles Cros gli assegna il “Gran Premio del Disco” e nel 1967 riceve il “Gran Premio della Poesia” dall’Accademia di Francia. Tra il 1953 e il 1981, ha venduto oltre 20 milioni di album. Fabrizio De Andrè lo considerava un maestro, tanto che alcune delle sue più famose canzoni (“Il gorilla”, “Morire per delle idee”, “Le passanti”, “Delitto di paese”, “Marcia nuziale”, “Nell’acqua di chiara fontana”) non sono che traduzioni di canzoni di Brassens. A Georges Brassens è stato assegnato il Premio Tenco nel 1976.</p>
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		<title>DIALOGONEROBIANCODomenica 28 Nov. 2010, Ore 17Palazzo San Sebastiano, Mantova »</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/27/dialogonerobianco/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 19:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[dialogonerobianco
kossi komla-ebri
mihai mircea butcovan
time piece quartet
MUSICHE DI:

Bela Bartok (Ungheria)
Foday Musa Suso (Gambia)
Dumisani Maraire (Zimbabwe)
Hamza El Din (Egitto)
Aleksandra Vrebalov (Serbia)
Eugjen Garjola (Albania)
La nostra identità non è un fenomeno statico,
essa si sviluppa in modo dinamico e si afferma
nello scambio e nell&#8217;incontro con l&#8217;Altro.
La nostra identità è un percorso&#8230;continuo.
Kossi Komla-Ebri
CPT Centro Permanenza Temporanea
C’era il bouzuki
E c’era il mandolino
C’era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>dialogonerobianco</h2>
<p>kossi komla-ebri<br />
mihai mircea butcovan<br />
time piece quartet</p>
<p>MUSICHE DI:</p>
<ul>
<li>Bela Bartok (Ungheria)</li>
<li>Foday Musa Suso (Gambia)</li>
<li>Dumisani Maraire (Zimbabwe)</li>
<li>Hamza El Din (Egitto)</li>
<li>Aleksandra Vrebalov (Serbia)</li>
<li>Eugjen Garjola (Albania)</li>
<p>La nostra identità non è un fenomeno statico,<br />
essa si sviluppa in modo dinamico e si afferma<br />
nello scambio e nell&#8217;incontro con l&#8217;Altro.<br />
La nostra identità è un percorso&#8230;continuo.<br />
<em>Kossi Komla-Ebri</em></p>
<p><strong>CPT Centro Permanenza Temporanea</strong></p>
<p>C’era il bouzuki<br />
E c’era il mandolino<br />
C’era il sitar<br />
E c’era il bongo<br />
C’eran le nacchere<br />
E c’era il tamburello<br />
La fisarmonica<br />
E il flauto di pan<br />
La balalaica<br />
E l’armonica a bocca<br />
A dare fiato alle storie<br />
I pettini sulle grate<br />
Forchette sulle tazze<br />
Ed i pidocchi a pizzicare<br />
E c’era il violino<br />
Di Ion, è l’ultimo arrivato<br />
Tra gli orchestrali in attesa di espulsione</p>
<p><em>Mihai Mircea Butcovan</em></p>
<h2>Kossi Komla-Ebri</h2>
<p>Nato in Togo nel 1954. Medico-chirurgo, vive in Italia dal 1974.<br />
Membro del comitato editoriale di “El-Ghibli”, è direttore della collana “Letteratura migrante” della casa editrice Ediarco. Vincitore del primo premio per la narrativa in occasione della terza edizione, nell’edizione del 1998, con “Mal di…”. Altri racconti: “Sognando una favola”, “Vado a casa”, “La manif”, è stato pubblicato sulla rivista “NarraSud” e sul sito “Sagarana” e un altro, “Il buio nella notte”, sul quotidiano “L’Unità”.<br />
Due opere sono state pubblicate nell’antologia “La lingua strappata” (Leoncavallo Libri 1999).<br />
Ha pubblicato: “Imbarazzismi-quotidiani imbarazzi in bianco e nero” (Ed. Dell&#8217;Arco-Marna, 2002), il romanzo “Neyla” (Ed. Dell&#8217;Arco-Marna, 2002), la raccolta di racconti “All&#8217;incrocio dei sentieri” (Ed. EMI-Bologna, 2003), “I nuovi imbarazzismi-quotidiani &#8211; imbarazzi in bianco e nero…e a colori” (Edizioni dell’Arco-Marna 2004) “La sposa degli dèi” (Edizioni dell’Arco-Marna 2005) e la raccolta di racconti “Vita e sogni” (Edizioni dell’Arco 2007). Premio Graphein 2009, sta lavorando pigramente al suo secondo romanzo.</p>
<h2>Mihai Mircea Butcovan</h2>
<p>Nato nel 1969 a Oradea, in Transilvania, Romania.<br />
In Italia dal 1991, vive a Sesto San Giovanni e lavora a Milano come educatore professionale nell’ambito delle tossicodipendenze e dell’interculturalità.<br />
Vincitore nel 2003 del premio “Voci e idee migranti”, ha pubblicato il romanzo “Allunaggio di un immigrato innamorato” (Besa 2006, postfazione di M. Lecomte) e con la raccolta di poesie “Borgo Farfalla” (Eks&#038;Tra 2006) ha vinto, nel 2006, la XII edizione del Premio Eks&#038;Tra. Premio Multietnicità ed Intercultura 2007, categoria Giornalismo. Membro del comitato editoriale della rivista El-Ghibli. Collabora con varie riviste e giornali, tra cui “Internazionale” e “Il manifesto”. Narratore e poeta, i suoi testi sono inseriti in varie antologie come Nuovo Planetario Italiano (a c. di M. Lecomte, Le Lettere 2006) e Antologia della letteratura italiana della migrazione (a c. di Armando Gnisci, Città Aperta 2006) e sono stati pubblicati su vari siti, giornali e riviste.<br />
È presente con il racconto “Segmenti di mercato” nella raccolta “Sapori. Incontri. Fragranze”. (a c. di L. Dugulin e M. Richter, Trieste, Cacit 2006), con il racconto “Mikrokosmos” (La meridiana 2006), con il racconto per ragazzi “La trilogia dei Carpazi” nella raccolta “Il carro di pickipò” (a c. di P. Gavagna e R. Taddeo, Ediesse 2006) e con il racconto “Di sarmale, involtini, amiche e brassica” nella raccolta “Mondopentola” (a c. di L. Wadia, Cosmo Iannone Editore 2007). Ha scritto per “Il manifesto” i racconti “In Padania, sognando Mutu” (3 gennaio 2008), “In volo sopra la città” (20 agosto 2008, inserito nella raccolta Underground (a c. di A. Mastandrea, Teti editore 2009) e “Caro amico mi scrivo” (19 dicembre 2008). Con il quartetto d’archi “Time Piece Quartet” ha ideato e scritto “Il canto vegetabile”. È in corso di pubblicazione la raccolta di poesie “Dal comunismo al consumismo”, fotosafari poetico esistenziale romeno-italiano.</p>
<h2>Time Piece Quartet</h2>
<p><strong>Eugjen Gargjola &#8211; violino<br />
Maria Vicentini &#8211; violino<br />
Marco Perin &#8211; viola<br />
Aya Shimura &#8211; violoncello</strong></p>
<p>Time Piece come frammento di tempo, sezione di un presente in cui convivono diverse influenze che danno vita all&#8217;ibridazione culturale in cui siamo immersi. Il quartetto riunisce musicisti attenti a questa realtà nell’esplorazione di un territorio ineguale, in cui i canoni della tradizione si allontanano senza essere rimpiazzati da una nuova estetica ma piuttosto da una pluralità di suggestioni che prendono corpo a volte in modo davvero transitorio in generi dai confini incerti tra cui circolano musiche che vanno dall&#8217;area etnica al jazz, un serbatoio di suoni e idee a cui guarda con sempre maggiore interesse la musica contemporanea. Time Piece Quartet collabora con: Mihai Mircea Butcovan (poeta/scrittore), Franco Cerri (chitarrista jazz) , Oscar Del Barba (compositore), Kossi Komla-Ebri (scrittore), Salvatore Maiore (contrabbassista jazz), Nicoletta Maragno (attirice), Laura Moro (danzatrice contemporanea), Giancarlo Previati (attore).</p>
<p><a href="http://www.timepiecequartet.com">www.timepiecequartet.com</a> &#8211; info@timepiecequartet.com &#8211; 347 8546614 (Marco Perin)</ul>
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		<title>Tempo al Tempo</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/27/tempo-al-tempo/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 18:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Non scegliamo quando e come nascere e morire.
Però possiamo scegliere come vivere.
Possibilmente bene.
Se diamo tempo al tempo.
E’ l’unica cosa che abbiamo,
indipendentemente da dove e con chi siamo.

Scarica il Manifesto
Scarica la Cartolina
Scarica la Locandina
Scarica il  Programma
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Non scegliamo quando e come nascere e morire.<br />
Però possiamo scegliere come vivere.<br />
Possibilmente bene.<br />
Se diamo tempo al tempo.<br />
E’ l’unica cosa che abbiamo,<br />
indipendentemente da dove e con chi siamo.</strong></em></p>
<p><span id="more-558"></span><br />
Scarica il <a href="http://www.rintracciarti.org/file/2010/rintracciArti_2010-manifesto200x140.jpg">Manifesto</a><br />
Scarica la <a href="http://www.rintracciarti.org/file/2010/rintracciArti_2010-cartolina.pdf">Cartolina</a><br />
Scarica la <a href="http://www.rintracciarti.org/file/2010/rintracciArti_2010-locandina.jpg">Locandina</a><br />
Scarica il  <a href="http://www.rintracciarti.org/file/2010/rintracciArti_2010_programma.pdf">Programma</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prefazione degli organizzatori</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/15/prefazione-degli-organizzatori/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa edizione di RintracciArti abbiamo scelto il TEMPO come simbolo della qualità della vita perché, in una società concentrata sul prezzo delle cose, c’interroga sul valore delle esperienze. 
Nel programma della rassegna troverete approfondimenti circa la tutela del diritto alla salute, al lavoro, al vivere in un mondo più pulito, allo spazio delle relazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa edizione di <strong>RintracciArti</strong> abbiamo scelto il TEMPO come simbolo della qualità della vita perché, in una società concentrata sul prezzo delle cose, c’interroga sul valore delle esperienze. </p>
<p>Nel programma della rassegna troverete approfondimenti circa la tutela del diritto alla salute, al lavoro, al vivere in un mondo più pulito, allo spazio delle relazioni e dello spirito. Tutto ciò per tracciare una mappa, parziale ma onesta, di un modello di vita sostenibile.</p>
<p>In questo periodo di crisi economica forse è possibile ripartire dalle idee, dalle relazioni, dal proprio rapporto con se stessi, con il mondo e con le persone: rallentare, pensare, vivere per ripartire. E ripartire magari insieme in una società più lenta, meno alienata e alienante, che rispetti le diverse velocità. Anche quelle dei più deboli.</p>
<p>Nell’attuale modello sociale fondato sul meccanismo consumo&#8211;>produzione&#8211;>consumo tutto ciò richiede molto rigore, prima ancora che nei grandi scenari politici ed economici mondiali, nella singola esperienza privata e quotidiana, per essere pronti cioè a una piccola, lenta e condivisa resistenza.</p>
<p><strong>Daniele Goldoni<br />
Enrico Alberini<br />
Giona Scanavini</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tempo consumato</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/01/bogota%e2%80%99-docet/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 11:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bogotà docet
Il professor Antanas Mockus, di origine lituana, insegnante di matematica e filosofia, stava tenendo una lezione nell’aula magna dell’Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza.

Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare.
Era convinto di avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bogotà docet</p>
<p>Il professor Antanas Mockus, di origine lituana, insegnante di matematica e filosofia, stava tenendo una lezione nell’aula magna dell’Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza.<span id="more-662"></span></p>
<p><img src="http://www.rintracciarti.org/wp-content/uploads/2010/11/traffic_bogota.jpg" alt="Bogotà" /></p>
<p>Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare.<br />
Era convinto di avere cose importanti da dire.<br />
Quindi salì in piedi sulla cattedra, si calò i calzoni e le mutande e mostrò il sedere agli studenti che ammutolirono&#8230;<br />
Il professore venne espulso dall&#8217;università per comportamento disdicevole.<br />
Lui si arrabbiò e decise di presentarsi alle elezioni con un partito dal nome assurdo: <strong>Partito visionario</strong>.<br />
E vinse le elezioni. </p>
<p>Bisognava far diminuire la criminalità che aveva proporzioni spaventose: nel corso del 1997 a Bogotá si registrano 4.500 omicidi, più di 12 morti al giorno, a fronte di una popolazione di poco più di 5 milioni di persone. Era fra le città più pericolose del mondo.<br />
Antanas Mockus inizia dalla questione del traffico a cominciare dai semafori.<br />
Nessuno si fermava ai semafori.<br />
Il sindaco agì in modo inaspettato e stupefacente.<br />
Una mattina gli automobilisti di Bogotà trovarono i semafori presidiati da gruppi di clown che piangevano a spruzzo se non ci si fermava col rosso e invece danzavano e offrivano fiori se si rispettavano le precedenze.<br />
I clown utilizzavano cartoncini con disegnato sopra il pugno con il pollice in alto nel gesto di OK o verso per la disapprovazione!</p>
<p>Molti iniziarono a imitarli.<br />
E ben presto si scoprì che i bogotesi temevano più le prese in giro dei clown e degli altri automobilisti delle multe dei vigili.<br />
Il traffico iniziò a regolarizzarsi e nel giro di una settimana crollò il numero degli omicidi. Intanto vennero prese misure strutturali, si raddoppiò il numero dei mezzi pubblici e vennero escogitati sistemi efficienti di sostegno alle famiglie povere, dando loro la possibilità di costruirsi case decenti sui terreni pubblici e trasformando la raccolta dell&#8217;immondizia in una risorsa per i più poveri: cibo, medicine e libri in cambio di rifiuti suddivisi. Così la macchina inefficiente di raccolta dell&#8217;immondizia, grazie a sistemi di riciclo e di valorizzazione, fornì lavoro per migliaia di persone attraverso una micro-organizzazione del servizio.<br />
E la città iniziò a essere pulita.<br />
E via di questo passo, semplificando la burocrazia e razionalizzando il sistema&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rintracciarti.org/2010/10/01/bogota%e2%80%99-docet/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Tempo risparmiato</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/09/25/tempo-risparmiato/</link>
		<comments>http://www.rintracciarti.org/2010/09/25/tempo-risparmiato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 18:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rintracciarti.org/?p=681</guid>
		<description><![CDATA[Hans Rosling, professore di salute internazionale al Karolinska Institet dell&#8217;Università Medica di Stoccolma, fondatore del Gapminder, laboratorio sulle tendenze nel mondo ci parla di&#8230;  

Crescita globale: ridurre la mortalità infantile per salvare il mondo
Ricordo ancora, quando andavo a scuola. Quando l&#8217;insegnante ci disse che la popolazione mondiale era arrivata a tre miliardi. Eravamo nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hans Rosling, professore di salute internazionale al Karolinska Institet dell&#8217;Università Medica di Stoccolma, fondatore del Gapminder, laboratorio sulle tendenze nel mondo ci parla di&#8230;  <span id="more-681"></span><br />
<a href="http://www.ted.com/talks/lang/ita/hans_rosling_on_global_population_growth.html"><br />
Crescita globale: ridurre la mortalità infantile per salvare il mondo</a></p>
<p>Ricordo ancora, quando andavo a scuola. Quando l&#8217;insegnante ci disse che la popolazione mondiale era arrivata a tre miliardi. Eravamo nel 1960. Adesso vi parlerò di come la popolazione mondiale sia cambiata da allora e di come cambierà nel futuro. Ma non userò tecnologie digitali come ho fatto nelle mie prime cinque TEDTalks. Difatti mi sono evoluto. Oggi lancerò una nuova tecnologia analogica per l&#8217;apprendimento che ho preso dall&#8217;Ikea: questa scatola.</p>
<p>Questa scatola contiene un miliardo di persone. La nostra insegnante ci disse che il mondo industrializzato, nel 1960, aveva un miliardo di persone. in quello in via di sviluppo, disse, avevano due miliardi di persone. Ed erano lontani, allora. C&#8217;era un grande divario tra il miliardo nel mondo industrializzato e i due miliardi nel mondo in via di sviluppo. Nel mondo industrializzato, le persone erano in salute, istruite, ricche, e avevano piccole famiglie. La loro aspirazione era di comprare una macchina. Nel 1960, tutti gli svedesi risparmiavano per cercare di comprare una Volvo, come questa. Questo era il livello economico dove si trovava la Svezia. Ma in contrasto a questo, nel mondo in via di sviluppo, molto lontano, l&#8217;aspirazione della famiglia media, lì, era di avere cibo per il giorno. E risparmiavano per poter comprare un paio di scarpe. C&#8217;era un divario enorme nel mondo quando sono cresciuto. E questo divario tra l&#8217;occidente e il rimanente ha creato una mentalità del mondo che usiamo ancora linguisticamente quando parliamo dell&#8217;&#8221;occidente&#8221; e &#8220;il mondo in via di sviluppo.&#8221; Ma il mondo è cambiato, ed è in ritardo per cambiare questa mentalità, questa tassonomia del mondo, e per capirlo.</p>
<p>E questo è ciò che vi mostrerò. Perché, dal 1960, ciò che è successo nel mondo fino al 2010 è che uno sbalorditivo quattro miliardi di persone si sono aggiunte alla popolazione mondiale. Guardate quante. La popolazione mondiale è raddoppiata da quando andavo a scuola. E ovviamente, c&#8217;è stata una crescita economica in occidente. Molte compagnie hanno fatto crescere l&#8217;economia, quindi la popolazione occidentale si è spostata qui. E adesso la loro aspirazione non è solo di avere una macchina. Adesso vogliono una vacanza in un posto particolarmente remoto E vogliono volare. E qui è dove sono adesso. E le nazioni in via di sviluppo che si sono sviluppate meglio, hanno avanzato. E sono diventate economie emergenti, come le chiamiamo. E adesso stanno comprando macchine. E ciò che è successo un mese fa è che la compagnia cinese Geely, ha comprato la Volvo. E allora gli svedesi hanno capito che qualcosa di grande è successo nel mondo.</p>
<p>Quindi eccoli qui. La tragedia è che i due miliardi qui che combattono per cibo e scarpe, sono ancora poveri quasi quanto lo erano 50 anni fa. La novità è che abbiamo la più grande pila di miliardi, i tre miliardi qui, che stanno a loro volta diventano economie emergenti, perché sono abbastanza in salute, relativamente ben istruite, e hanno già anche due o tre bambini per donna, come questi. E la loro aspirazione è, ovviamente, di comprare una bicicletta, e più tardi gli piacerebbe avere anche un ciclomotore. Ma questo è il mondo che abbiamo oggi. Niente più divari. Ma la distanza tra i più poveri, i veramente poveri, dai veramente ricchi qui, è maggiore che mai. Ma c&#8217;è una continuità nel mondo da camminare, pedalare, guidare, volare &#8212; persone su tutti i livelli. E la maggior parte è da qualche parte nel centro. Questo è il mondo che abbiamo oggi nel 2010</p>
<p>Cosa accadrà in futuro? Bene, mi proietterò nel 2050. Sono stato a Shanghai recentemente. E ho ascoltato ciò che sta accadendo in Cina. E&#8217; abbastanza certo che ci raggiungeranno, come ha già fatto il Giappone. Tutte le proiezioni &#8212; questo crescerà dell&#8217;uno o due per cento. E questo cresce del setto, otto. E finiranno qui sopra.</p>
<p>Cominceranno a volare. E queste le nazioni a basso o medi reddito, le economie emergenti, loro anche imiteranno la salita economica. E se, ma solo se, investiamo nelle giuste tecnologie ecologiche &#8212; così da evitare pericolosi cambiamenti climatici, e l&#8217;energia può rimanere relativamente economica &#8212; allora arriveranno fino a qui. E cominceranno a comprare macchine elettriche. Questo è ciò che troveremo lì.</p>
<p>Mentre per quanto riguarda i due miliardi più poveri? Che dire dei due miliardi più poveri qui? Andranno avanti? Beh, qui la popolazione conta perché lì abbiamo già due o tre bambini per donna, la pianificazione familiare è largamente usata, e la crescita della popolazione finirà. Qui, la popolazione sta crescendo. Quindi questi due miliardi, nei prossimi decenni, cresceranno fino ai tre miliardi. E poi cresceranno fino ai quattro miliardi. Non c&#8217;è niente tranne una guerra nucleare del tipo che non abbiamo mai visto che può fermare questo avvenimento. Perché è già cominciato. Ma se, e solo se, escono dalla povertà, vengono istruiti, ottengono una minore mortalità infantile, se potranno comprare una bicicletta e un cellulare e arrivare qua, la crescita della popolazione si fermerà nel 2050. Non possiamo avere persone a questo livello a cercare cibo e scarpe, perché otterremmo una continua crescita della popolazione.</p>
<p>Lasciate che vi mostri perché mandando indietro ai vecchi tempi la tecnologia digitale. Qui ho sullo schermo le mie bolle dei paesi. Ogni bolla è un paese. La dimensione è la popolazione. Il colore mostra il continente. Il giallo qui sono le Americhe; blu scuro è Africa; marrone è Europa; verde è il medio oriente; e questo blu chiaro è l&#8217;Asia meridionale Questa è l&#8217;India e questa è la Cina. La dimensione è la popolazione. Ecco i bambini per donna, due bambini, quattro bambini, sei bambini, otto bambini &#8212; grandi famiglie, piccole famiglie. L&#8217;hanno è il 1960. E qui sotto, la mortalità infantile, la percentuale dei bambini che sopravvivono all&#8217;infanzia fino a cominciare la scuola. 60 per cento, 70 per cento, 80 per cento, 90, e quasi 100 per cento, com&#8217;è adesso nelle nazioni più ricche e più in salute. Guardate, questo è il mondo di cui la mia insegnante parlava nel 1960. Un miliardo l&#8217;occidente qui, bassa mortalità infantile, piccole famiglie. e il resto, l&#8217;arcobaleno dei paesi in via di sviluppo, con famiglie molto grandi e alta mortalità infantile.</p>
<p>Cosa è successo? Avvio il mondo. Eccoci. Riuscite a vedere, come gli anni passano, la sopravvivenza infantile aumenta? Ottengono sapone, igiene, istruzione, vaccini, penicillina. E con la programmazione familiare la dimensione delle famiglie diminuisce. Arrivano al 90 per cento della sopravvivenza infantile, quindi le famiglie diminuiscono. E la maggior parte delle nazioni arabe, nel Medio Oriente sta scendendo qui sotto.</p>
<p>Guardate, il Bangladesh raggiunge l&#8217;India. L&#8217;intero mondo in via di sviluppo raggiunge il mondo occidentale con bassa mortalità infantile e famiglie poco numerose. Ma abbiamo ancora il miliardo dei più poveri. Potete vedere il miliardo più povero? queste scatole che avevo qui? Sono ancora qui sopra. E hanno ancora una probabilità di sopravvivenza infantile solo del 70 &#8211; 80 per cento, significa che se ti nascono sei bambini, ci saranno almeno quattro che sopravvivono fino alla prossima generazione. E la popolazione raddoppierà in una generazione.</p>
<p>Quindi l&#8217;unica strada per far davvero fermare la crescita demografica è di continuare a migliorare le probabilità di sopravvivenza dei bambini fino al 90 per cento. Ecco perché gli investimenti della Gates Foundation, dell&#8217;UNICEF e delle organizzazioni umanitarie, insieme ai governi nazionali nei paesi più poveri, sono così giusti. Perché ci stanno davvero aiutando a raggiungere una popolazione del mondo sostenibile. Possiamo fermarci a nove miliardi se facciamo la cosa giusta. La sopravvivenza infantile è il nuovo sogno. È solo la sopravvivenza infantile che fermerà la crescita della popolazione. Accadrà? Beh, non sono un ottimista, e neanche un pessimista. Sono, piuttosto, un &#8220;possibilista&#8221;. È una nuova categoria dove mettiamo le emozioni da parte, e semplicemente lavoriamo analiticamente con il mondo. Può essere fatto. Possiamo avere un mondo molto più giusto. Con tecnologia verde e con investimenti per alleviare la povertà una governance globale, il mondo può diventare così.</p>
<p>Guardate la posizione del vecchio occidente. Ricordate quando questa scatola blu era tutta sola, governando il mondo, vivendo la sua vita. Questo non succederà. Il ruolo del vecchio occidente nel nuovo mondo è di diventare il fondamento del nuovo mondo &#8212; niente di più, niente di meno. Ma è un ruolo particolarmente importante. Fatelo bene e abituatevici.</p>
<p>Grazie a tutti. </p>
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