<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>RINTRACCIARTI - diritti in cerca di identità &#187; Eventi</title>
	<atom:link href="http://www.rintracciarti.org/category/eventi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.rintracciarti.org</link>
	<description>Mantova, Palazzo della Ragione</description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 Jul 2011 16:25:53 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>CHI NON LA PENSA COME NOIMartedì 23 Nov. 2010, Ore 21Teatro Ariston, Mantova »</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/28/chi-non-la-pensa-come-noi/</link>
		<comments>http://www.rintracciarti.org/2010/10/28/chi-non-la-pensa-come-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 19:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rintracciarti.org/?p=579</guid>
		<description><![CDATA[Alberto Patrucco e Sotto Spirito Band
in
CHI NON LA PENSA COME NOI
Comicità&#038;Canzoni
TESTI: Alberto Patrucco e Antonio Voceri
MUSICHE: Georges Brassens
DIREZIONE MUSICALE: Daniele Caldarini
“CHI NON LA PENSA COME NOI” è, prima di ogni altra, cosa un incontro. Quello tra la verve satirica di Alberto Patrucco, uno dei più corrosivi monologhisti dell’attuale panorama italiano e il caustico disincanto poetico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Alberto Patrucco e Sotto Spirito Band</h3>
<p>in</p>
<h2>CHI NON LA PENSA COME NOI</h2>
<p>Comicità&#038;Canzoni</p>
<p><strong>TESTI: Alberto Patrucco e Antonio Voceri<br />
MUSICHE: Georges Brassens<br />
DIREZIONE MUSICALE: Daniele Caldarini</strong></p>
<p>“CHI NON LA PENSA COME NOI” è, prima di ogni altra, cosa un incontro. Quello tra la verve satirica di Alberto Patrucco, uno dei più corrosivi monologhisti dell’attuale panorama italiano e il caustico disincanto poetico di Georges Brassens, il più raffinato e ironico cantautore francese del secolo scorso.</p>
<p>All’origine della produzione di Patrucco e di Brassens &#8211; fatte le debite proporzioni, ci tiene a precisare il comico brianzolo &#8211; ci sono diverse epoche storiche, differenti origini, persino distinte discipline: l’arte del monologo da una parte, la canzone d’autore dall’altra. Eppure, in “CHI NON LA PENSA COME NOI”, si possono apprezzare lo stesso timbro e le medesime prospettive, oltre al massimo comune denominatore della parola, sempre<br />
in primo piano rispetto al contesto. Ed è proprio “la parola” l’attrezzo indispensabile impiegato da questi due artigiani del palcoscenico per smascherare le ipocrisie e le assurdità di quella che ci ostiniamo a definire attualità. Probabilmente, non dandole il reale valore. Nonostante i testi di Brassens e Patrucco, in taluni casi, siano stati scritti a quasi mezzo secolo di distanza gli uni dagli altri, canzoni e monologhi trovano in “CHI NON LA PENSA COME NOI” una fusione ideale e una sorprendente sintonia con la cronaca legata alla quotidianità. Un punto d’equilibrio incredibilmente attuale, il cui fulcro può essere individuato nell’incongruenza della società moderna. Niente Celebrazioni brassensiane, quindi, bensì un’inderogabile necessità. Quella di far incontrare, seppure in epoche storiche distinte, sensibilità tanto affini. Punti di vista che coesistono in perfetta armonia, anche grazie al tessuto connettivo della musica.</p>
<p>Il Quartetto Sotto Spirito (pianoforte e tastiere, chitarre, contrabbasso e clarinetto) interpreta con arrangiamenti originali alcuni brani del maestro, preservati nei loro significati dall’accurata traduzione di Alberto Patrucco e Sergio Sacchi, restituendo agli spettatori la complessità e la profondità musicale di Brassens. Pezzi mai rivisitati in italiano che, in collaborazione con gli amici del Club Tenco, sono diventati un CD.</p>
<p>Alberto Patrucco torna a cantare, in uno spettacolo comico coinvolgente e graffiante che si colorisce qua e là di musica e poesia. Un incontro tra satira parlata e satira cantata, senza che una dimensione risulti estranea all’altra, sul filo di emozioni da anni dimenticate e finite sotto spirito.</p>
<p>ALBERTO PATRUCCO &#8211; Voce profonda, almeno quanto i temi che affronta con apparente leggerezza, abito di scena scuro, in omaggio alla scuola minimalista che imponeva massima attenzione alle mani e al volto, si presenta in palcoscenico semplicemente con la sua faccia e la sua verve. È Alberto Patrucco, classe 1957, attore comico di prima grandezza, ben noto alle plateee italiane per il suo incontenibile eloquio, fondato sull’innata capacità di plasmare il linguaggio e i fatti. Nei testi che scrive e recita anche in televisione, c’è sempre il filo di un ragionamento che, dopo e al di là dell’effetto comico, fa meditare. Con Mondadori ha pubblicato Tempi Bastardi (2003) e Vedo Buio! – manifesto del pessimismo comico (2006).</p>
<p>GEORGES BRASSENS &#8211; È considerato il più grande poeta della canzone francese. Nasce a Sète, cittadina di mare a sud della Francia, il 22 ottobre 1921. Ascoltando una canzone di Brassens si percepisce subito la perfezione della lingua, la bellezza della musica e la delicatezza di una poesia che appare semplice, tanto è costruita. Nel 1954 l’Académie Charles Cros gli assegna il “Gran Premio del Disco” e nel 1967 riceve il “Gran Premio della Poesia” dall’Accademia di Francia. Tra il 1953 e il 1981, ha venduto oltre 20 milioni di album. Fabrizio De Andrè lo considerava un maestro, tanto che alcune delle sue più famose canzoni (“Il gorilla”, “Morire per delle idee”, “Le passanti”, “Delitto di paese”, “Marcia nuziale”, “Nell’acqua di chiara fontana”) non sono che traduzioni di canzoni di Brassens. A Georges Brassens è stato assegnato il Premio Tenco nel 1976.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rintracciarti.org/2010/10/28/chi-non-la-pensa-come-noi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DIALOGONEROBIANCODomenica 28 Nov. 2010, Ore 17Palazzo San Sebastiano, Mantova »</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/27/dialogonerobianco/</link>
		<comments>http://www.rintracciarti.org/2010/10/27/dialogonerobianco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 19:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rintracciarti.org/?p=583</guid>
		<description><![CDATA[dialogonerobianco
kossi komla-ebri
mihai mircea butcovan
time piece quartet
MUSICHE DI:

Bela Bartok (Ungheria)
Foday Musa Suso (Gambia)
Dumisani Maraire (Zimbabwe)
Hamza El Din (Egitto)
Aleksandra Vrebalov (Serbia)
Eugjen Garjola (Albania)
La nostra identità non è un fenomeno statico,
essa si sviluppa in modo dinamico e si afferma
nello scambio e nell&#8217;incontro con l&#8217;Altro.
La nostra identità è un percorso&#8230;continuo.
Kossi Komla-Ebri
CPT Centro Permanenza Temporanea
C’era il bouzuki
E c’era il mandolino
C’era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>dialogonerobianco</h2>
<p>kossi komla-ebri<br />
mihai mircea butcovan<br />
time piece quartet</p>
<p>MUSICHE DI:</p>
<ul>
<li>Bela Bartok (Ungheria)</li>
<li>Foday Musa Suso (Gambia)</li>
<li>Dumisani Maraire (Zimbabwe)</li>
<li>Hamza El Din (Egitto)</li>
<li>Aleksandra Vrebalov (Serbia)</li>
<li>Eugjen Garjola (Albania)</li>
<p>La nostra identità non è un fenomeno statico,<br />
essa si sviluppa in modo dinamico e si afferma<br />
nello scambio e nell&#8217;incontro con l&#8217;Altro.<br />
La nostra identità è un percorso&#8230;continuo.<br />
<em>Kossi Komla-Ebri</em></p>
<p><strong>CPT Centro Permanenza Temporanea</strong></p>
<p>C’era il bouzuki<br />
E c’era il mandolino<br />
C’era il sitar<br />
E c’era il bongo<br />
C’eran le nacchere<br />
E c’era il tamburello<br />
La fisarmonica<br />
E il flauto di pan<br />
La balalaica<br />
E l’armonica a bocca<br />
A dare fiato alle storie<br />
I pettini sulle grate<br />
Forchette sulle tazze<br />
Ed i pidocchi a pizzicare<br />
E c’era il violino<br />
Di Ion, è l’ultimo arrivato<br />
Tra gli orchestrali in attesa di espulsione</p>
<p><em>Mihai Mircea Butcovan</em></p>
<h2>Kossi Komla-Ebri</h2>
<p>Nato in Togo nel 1954. Medico-chirurgo, vive in Italia dal 1974.<br />
Membro del comitato editoriale di “El-Ghibli”, è direttore della collana “Letteratura migrante” della casa editrice Ediarco. Vincitore del primo premio per la narrativa in occasione della terza edizione, nell’edizione del 1998, con “Mal di…”. Altri racconti: “Sognando una favola”, “Vado a casa”, “La manif”, è stato pubblicato sulla rivista “NarraSud” e sul sito “Sagarana” e un altro, “Il buio nella notte”, sul quotidiano “L’Unità”.<br />
Due opere sono state pubblicate nell’antologia “La lingua strappata” (Leoncavallo Libri 1999).<br />
Ha pubblicato: “Imbarazzismi-quotidiani imbarazzi in bianco e nero” (Ed. Dell&#8217;Arco-Marna, 2002), il romanzo “Neyla” (Ed. Dell&#8217;Arco-Marna, 2002), la raccolta di racconti “All&#8217;incrocio dei sentieri” (Ed. EMI-Bologna, 2003), “I nuovi imbarazzismi-quotidiani &#8211; imbarazzi in bianco e nero…e a colori” (Edizioni dell’Arco-Marna 2004) “La sposa degli dèi” (Edizioni dell’Arco-Marna 2005) e la raccolta di racconti “Vita e sogni” (Edizioni dell’Arco 2007). Premio Graphein 2009, sta lavorando pigramente al suo secondo romanzo.</p>
<h2>Mihai Mircea Butcovan</h2>
<p>Nato nel 1969 a Oradea, in Transilvania, Romania.<br />
In Italia dal 1991, vive a Sesto San Giovanni e lavora a Milano come educatore professionale nell’ambito delle tossicodipendenze e dell’interculturalità.<br />
Vincitore nel 2003 del premio “Voci e idee migranti”, ha pubblicato il romanzo “Allunaggio di un immigrato innamorato” (Besa 2006, postfazione di M. Lecomte) e con la raccolta di poesie “Borgo Farfalla” (Eks&#038;Tra 2006) ha vinto, nel 2006, la XII edizione del Premio Eks&#038;Tra. Premio Multietnicità ed Intercultura 2007, categoria Giornalismo. Membro del comitato editoriale della rivista El-Ghibli. Collabora con varie riviste e giornali, tra cui “Internazionale” e “Il manifesto”. Narratore e poeta, i suoi testi sono inseriti in varie antologie come Nuovo Planetario Italiano (a c. di M. Lecomte, Le Lettere 2006) e Antologia della letteratura italiana della migrazione (a c. di Armando Gnisci, Città Aperta 2006) e sono stati pubblicati su vari siti, giornali e riviste.<br />
È presente con il racconto “Segmenti di mercato” nella raccolta “Sapori. Incontri. Fragranze”. (a c. di L. Dugulin e M. Richter, Trieste, Cacit 2006), con il racconto “Mikrokosmos” (La meridiana 2006), con il racconto per ragazzi “La trilogia dei Carpazi” nella raccolta “Il carro di pickipò” (a c. di P. Gavagna e R. Taddeo, Ediesse 2006) e con il racconto “Di sarmale, involtini, amiche e brassica” nella raccolta “Mondopentola” (a c. di L. Wadia, Cosmo Iannone Editore 2007). Ha scritto per “Il manifesto” i racconti “In Padania, sognando Mutu” (3 gennaio 2008), “In volo sopra la città” (20 agosto 2008, inserito nella raccolta Underground (a c. di A. Mastandrea, Teti editore 2009) e “Caro amico mi scrivo” (19 dicembre 2008). Con il quartetto d’archi “Time Piece Quartet” ha ideato e scritto “Il canto vegetabile”. È in corso di pubblicazione la raccolta di poesie “Dal comunismo al consumismo”, fotosafari poetico esistenziale romeno-italiano.</p>
<h2>Time Piece Quartet</h2>
<p><strong>Eugjen Gargjola &#8211; violino<br />
Maria Vicentini &#8211; violino<br />
Marco Perin &#8211; viola<br />
Aya Shimura &#8211; violoncello</strong></p>
<p>Time Piece come frammento di tempo, sezione di un presente in cui convivono diverse influenze che danno vita all&#8217;ibridazione culturale in cui siamo immersi. Il quartetto riunisce musicisti attenti a questa realtà nell’esplorazione di un territorio ineguale, in cui i canoni della tradizione si allontanano senza essere rimpiazzati da una nuova estetica ma piuttosto da una pluralità di suggestioni che prendono corpo a volte in modo davvero transitorio in generi dai confini incerti tra cui circolano musiche che vanno dall&#8217;area etnica al jazz, un serbatoio di suoni e idee a cui guarda con sempre maggiore interesse la musica contemporanea. Time Piece Quartet collabora con: Mihai Mircea Butcovan (poeta/scrittore), Franco Cerri (chitarrista jazz) , Oscar Del Barba (compositore), Kossi Komla-Ebri (scrittore), Salvatore Maiore (contrabbassista jazz), Nicoletta Maragno (attirice), Laura Moro (danzatrice contemporanea), Giancarlo Previati (attore).</p>
<p><a href="http://www.timepiecequartet.com">www.timepiecequartet.com</a> &#8211; info@timepiecequartet.com &#8211; 347 8546614 (Marco Perin)</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.rintracciarti.org/2010/10/27/dialogonerobianco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

