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	<title>RINTRACCIARTI - diritti in cerca di identità &#187; News</title>
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	<description>Mantova, Palazzo della Ragione</description>
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		<title>Arrivederci al 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 11:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa domenica 28 novembre 2010, in Sala dei Trionfi del Palazzo di San Sebastiano di Mantova, con lo spettacolo DIALOGONEROBIANCO del TIME PIECE QUARTET (E. Gargjola &#8211; violino, M. Vicentini &#8211; violino, M. Perin &#8211; viola, A. Shimura &#8211; violoncello) e la partecipazione degli scrittori Kossi Komla-Ebri (Togo) e Mihai Mircea Butcovan (Romania), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa domenica 28 novembre 2010, in Sala dei Trionfi del Palazzo di San Sebastiano di Mantova, con lo spettacolo DIALOGONEROBIANCO del TIME PIECE QUARTET (E. Gargjola &#8211; violino, M. Vicentini &#8211; violino, M. Perin &#8211; viola, A. Shimura &#8211; violoncello) e la partecipazione degli scrittori Kossi Komla-Ebri (Togo) e Mihai Mircea Butcovan (Romania), la sesta edizione di <strong>RintracciArti</strong>, che con il titolo <strong>“TEMPO AL TEMPO &#8211; vivere (e pensare) bene”</strong> ha affrontato il tema di come progettare un modello di società dove l&#8217;ingorgo sociale ed economico, tecnologico e mediatico, ambientale e domestico non siano le direttrici della nostra vita, altresì sviluppata con l&#8217;arte della lentezza.  </p>
<p>Gli organizzatori DANIELE GOLDONI, GIONA SCANAVINI ed ENRICO ALBERINI, ai quali si è aggiunta quest&#8217;anno MIRTA BARBESCHI, quale coordinatrice degl&#8217;incontri, ringraziano la Provincia di Mantova &#8211; Assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie che da sempre ha promosso <strong>RintracciArti</strong> e il Comune di Mantova, con particolare riguardo allo staff del Museo della Città in Palazzo San Sebastiano e ai responsabili del Settore Cultura, grazie alla cui preziosa collaborazione ancora una volta è stato possibile portare a termine la rassegna.  </p>
<p>Un grazie sentito a:</p>
<ul>
<li>DANIELA ROSI, la cui professionale dedizione alla causa di <strong>RintracciArti</strong> ha consentito di allestire la personale di Alessandro Monfrini e agli amici dell&#8217;associazione Pecora Nera, prodigatisi per la mostra fotografica in Sant&#8217;Agnese;</li>
<li>ad ALBERTO PATRUCCO e a tutti artisti che hanno animato la manifestazione;</li>
<li>a ENZO ARGANTE, conduttore a Radio 24 della trasmissione FERRY BOAT, che ha moderato i principali dibattiti ascoltati a <strong>TEMPO AL TEMPO</strong> e a tutti i relatori che sono generosamente intervenuti;</li>
<li>alla fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo &#8211; Umberto Artioli, alla Scuola del Teatro di Mantova, alle associazioni Mantova Film Studio, Le Aquile, Partinverse, Porta Aperta, Telefono Rosa, Amnesty International, Il Segno, AssociArti;</li>
<li>alle numerose associazioni locali che hanno dato tempo, cuore e ingegno per camminare insieme a noi in un percorso di sensibilizzazione attiva sui temi della rassegna, arricchendo il programma con conoscenze ed esperienze.</li>
</ul>
<p><strong>Grazie infine, per l&#8217;ospitalità offerta, alle librerie di Mantova Mel Book Store, Di Pellegrini, Feltrinelli</strong>.  </p>
<p>La fidelizzata partecipazione di un pubblico motivato e sensibile a temi, come quelli legati ai diritti umani, non sempre di facile fruizione, ci dà l&#8217;abbrivio, pur in un frangente così difficile per reperire adeguati sostegni economici, pubblici o privati che siano, per rilanciare nel 2011 un nuovo appuntamento con <strong>RintracciArti</strong> mediante:</p>
<ul>
<li>un incontro primaverile, declinato verso la forma della festa, richiamando all&#8217;impresa le associazioni di volontariato culturale e sociale del territorio che vorranno ancora collaborare per dar corpo alla forma del laboratorio di comunità, un&#8217;idea che da presupposto e auspicio, diventi così sostanza e realtà tangibile;</li>
<li>una rassegna nel periodo invernale, che dia particolare risalto a giovani artisti europei, sviluppando, di concerto con le istituzioni pubbliche locali, un progetto specifico.</li>
</ul>
<p><strong>TEMPO AL TEMPO</strong> ha partecipato al progetto <strong>LA VITA E&#8217; ADESSO</strong>, finanziato dalla Regione Lombardia (bando volontariato 2010-11 &#8211; L. R. 1/08, Capo II).  </p>
<p>Mantova, lì 29 novembre 2010.  </p>
<p>Gli organizzatori<br />
Daniele Goldoni<br />
Giona Scanavini<br />
Enrico Alberini</p>
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		<title>Prefazione di Fausto Banzi</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 15:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il sesto anno consecutivo l’assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie della Provincia di Mantova, promuove RintracciArti, una rassegna dedicata da sempre alla riflessione e all’approfondimento su temi legati alla difesa, tutela e promozione dei diritti umani, temi spesso ostici ma che richiedono di non essere abbandonati alla superficialità del vivere quotidiano.
Il titolo dell’edizione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il sesto anno consecutivo l’assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie della Provincia di Mantova, promuove <strong>RintracciArti</strong>, una rassegna dedicata da sempre alla riflessione e all’approfondimento su temi legati alla difesa, tutela e promozione dei diritti umani, temi spesso ostici ma che richiedono di non essere abbandonati alla superficialità del vivere quotidiano.</p>
<p>Il titolo dell’edizione del 2010,  &#8220;<strong>TEMPO AL TEMPO – vivere (e pensare) bene</strong>&#8220;, rimanda l’attenzione alle terre di mezzo percorse da donne e uomini dopo la nascita e prima della morte, al tempo della vita essenziale che a molte popolazioni dei cosiddetti paesi emergenti è ancora negato nei suoi diritti fondamentali, che a molti degli abitanti del mondo opulento è invece presentato come inutile, a favore di quello speso alla lotta per raggiungere e possedere beni materiali effimeri.</p>
<p><strong>RintracciArti</strong> allora si propone di far incontrare le persone che spendono il loro tempo professionale, e non solo, a proporre nuovi modelli di società che non vogliano più correre veloci e ingorde verso la crescita di consumi senza speranze, e le persone della nostra comunità, sensibili, a partire dagli stimoli indicati dagli ospiti, a sviluppare un dibattito aperto a nuovi e interessanti scenari.<br />
 <br />
<strong>Fausto Banzi</strong><br />
Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie<br />
Provincia di Mantova</p>
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		<title>Prefazione di Nicola Sodano</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 12:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[RintracciArti è giunta alla sua sesta edizione. E&#8217; una rassegna che invita alla riflessione e stimola l&#8217;approfondimento sui diritti umani attraverso dibattiti, spettacoli e laboratori didattici in un bel mixaggio simbolico che mette insieme città, luoghi di storia e democrazia. Si tratta di una miscela creativa di idee e pensieri che giustamente anche quest&#8217;anno il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RintracciArti è giunta alla sua sesta edizione. E&#8217; una rassegna che invita alla riflessione e stimola l&#8217;approfondimento sui diritti umani attraverso dibattiti, spettacoli e laboratori didattici in un bel mixaggio simbolico che mette insieme città, luoghi di storia e democrazia. Si tratta di una miscela creativa di idee e pensieri che giustamente anche quest&#8217;anno il Comune di Mantova ha voluto sostenere in collaborazione con l&#8217;amministrazione provinciale. </p>
<p>L&#8217;edizione 2010 ha per tema: “Tempo al tempo, vivere (e pensare) bene”, un tema che pone l&#8217;attenzione sul modello di società in cui viviamo che fa prevalere la frenesia sociale ed economica, tecnologica e mediatica, ambientale e domestica (la quantità), in contrapposizione con un altro modello dove il consumo da compulsivo diventa consapevole, dove il tempo è sostenibile e non appeso, dove la vita è di qualità e non angosciosa. </p>
<p>Auguro agli organizzatori una buona riuscita delle varie iniziative in programma che sono sicuramente occasioni interessanti per dare voce ai molti protagonisti che interverranno e saranno animati dal reciproco desiderio di conoscenza. </p>
<p><strong>Nicola Sodano</strong><br />
Sindaco di Mantova</p>
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		<title>Prefazione degli organizzatori</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/15/prefazione-degli-organizzatori/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa edizione di RintracciArti abbiamo scelto il TEMPO come simbolo della qualità della vita perché, in una società concentrata sul prezzo delle cose, c’interroga sul valore delle esperienze. 
Nel programma della rassegna troverete approfondimenti circa la tutela del diritto alla salute, al lavoro, al vivere in un mondo più pulito, allo spazio delle relazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa edizione di <strong>RintracciArti</strong> abbiamo scelto il TEMPO come simbolo della qualità della vita perché, in una società concentrata sul prezzo delle cose, c’interroga sul valore delle esperienze. </p>
<p>Nel programma della rassegna troverete approfondimenti circa la tutela del diritto alla salute, al lavoro, al vivere in un mondo più pulito, allo spazio delle relazioni e dello spirito. Tutto ciò per tracciare una mappa, parziale ma onesta, di un modello di vita sostenibile.</p>
<p>In questo periodo di crisi economica forse è possibile ripartire dalle idee, dalle relazioni, dal proprio rapporto con se stessi, con il mondo e con le persone: rallentare, pensare, vivere per ripartire. E ripartire magari insieme in una società più lenta, meno alienata e alienante, che rispetti le diverse velocità. Anche quelle dei più deboli.</p>
<p>Nell’attuale modello sociale fondato sul meccanismo consumo&#8211;>produzione&#8211;>consumo tutto ciò richiede molto rigore, prima ancora che nei grandi scenari politici ed economici mondiali, nella singola esperienza privata e quotidiana, per essere pronti cioè a una piccola, lenta e condivisa resistenza.</p>
<p><strong>Daniele Goldoni<br />
Enrico Alberini<br />
Giona Scanavini</strong></p>
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		<title>Tempo consumato</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/10/01/bogota%e2%80%99-docet/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 11:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bogotà docet
Il professor Antanas Mockus, di origine lituana, insegnante di matematica e filosofia, stava tenendo una lezione nell’aula magna dell’Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza.

Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare.
Era convinto di avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bogotà docet</p>
<p>Il professor Antanas Mockus, di origine lituana, insegnante di matematica e filosofia, stava tenendo una lezione nell’aula magna dell’Università di Bogotà a un pubblico distratto di studenti, figli di una città dove agli incroci ci si sparava addosso per stabilire chi avesse la precedenza.<span id="more-662"></span></p>
<p><img src="http://www.rintracciarti.org/wp-content/uploads/2010/11/traffic_bogota.jpg" alt="Bogotà" /></p>
<p>Il professore decise che voleva assolutamente farsi ascoltare.<br />
Era convinto di avere cose importanti da dire.<br />
Quindi salì in piedi sulla cattedra, si calò i calzoni e le mutande e mostrò il sedere agli studenti che ammutolirono&#8230;<br />
Il professore venne espulso dall&#8217;università per comportamento disdicevole.<br />
Lui si arrabbiò e decise di presentarsi alle elezioni con un partito dal nome assurdo: <strong>Partito visionario</strong>.<br />
E vinse le elezioni. </p>
<p>Bisognava far diminuire la criminalità che aveva proporzioni spaventose: nel corso del 1997 a Bogotá si registrano 4.500 omicidi, più di 12 morti al giorno, a fronte di una popolazione di poco più di 5 milioni di persone. Era fra le città più pericolose del mondo.<br />
Antanas Mockus inizia dalla questione del traffico a cominciare dai semafori.<br />
Nessuno si fermava ai semafori.<br />
Il sindaco agì in modo inaspettato e stupefacente.<br />
Una mattina gli automobilisti di Bogotà trovarono i semafori presidiati da gruppi di clown che piangevano a spruzzo se non ci si fermava col rosso e invece danzavano e offrivano fiori se si rispettavano le precedenze.<br />
I clown utilizzavano cartoncini con disegnato sopra il pugno con il pollice in alto nel gesto di OK o verso per la disapprovazione!</p>
<p>Molti iniziarono a imitarli.<br />
E ben presto si scoprì che i bogotesi temevano più le prese in giro dei clown e degli altri automobilisti delle multe dei vigili.<br />
Il traffico iniziò a regolarizzarsi e nel giro di una settimana crollò il numero degli omicidi. Intanto vennero prese misure strutturali, si raddoppiò il numero dei mezzi pubblici e vennero escogitati sistemi efficienti di sostegno alle famiglie povere, dando loro la possibilità di costruirsi case decenti sui terreni pubblici e trasformando la raccolta dell&#8217;immondizia in una risorsa per i più poveri: cibo, medicine e libri in cambio di rifiuti suddivisi. Così la macchina inefficiente di raccolta dell&#8217;immondizia, grazie a sistemi di riciclo e di valorizzazione, fornì lavoro per migliaia di persone attraverso una micro-organizzazione del servizio.<br />
E la città iniziò a essere pulita.<br />
E via di questo passo, semplificando la burocrazia e razionalizzando il sistema&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tempo risparmiato</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/09/25/tempo-risparmiato/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 18:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Hans Rosling, professore di salute internazionale al Karolinska Institet dell&#8217;Università Medica di Stoccolma, fondatore del Gapminder, laboratorio sulle tendenze nel mondo ci parla di&#8230;  

Crescita globale: ridurre la mortalità infantile per salvare il mondo
Ricordo ancora, quando andavo a scuola. Quando l&#8217;insegnante ci disse che la popolazione mondiale era arrivata a tre miliardi. Eravamo nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hans Rosling, professore di salute internazionale al Karolinska Institet dell&#8217;Università Medica di Stoccolma, fondatore del Gapminder, laboratorio sulle tendenze nel mondo ci parla di&#8230;  <span id="more-681"></span><br />
<a href="http://www.ted.com/talks/lang/ita/hans_rosling_on_global_population_growth.html"><br />
Crescita globale: ridurre la mortalità infantile per salvare il mondo</a></p>
<p>Ricordo ancora, quando andavo a scuola. Quando l&#8217;insegnante ci disse che la popolazione mondiale era arrivata a tre miliardi. Eravamo nel 1960. Adesso vi parlerò di come la popolazione mondiale sia cambiata da allora e di come cambierà nel futuro. Ma non userò tecnologie digitali come ho fatto nelle mie prime cinque TEDTalks. Difatti mi sono evoluto. Oggi lancerò una nuova tecnologia analogica per l&#8217;apprendimento che ho preso dall&#8217;Ikea: questa scatola.</p>
<p>Questa scatola contiene un miliardo di persone. La nostra insegnante ci disse che il mondo industrializzato, nel 1960, aveva un miliardo di persone. in quello in via di sviluppo, disse, avevano due miliardi di persone. Ed erano lontani, allora. C&#8217;era un grande divario tra il miliardo nel mondo industrializzato e i due miliardi nel mondo in via di sviluppo. Nel mondo industrializzato, le persone erano in salute, istruite, ricche, e avevano piccole famiglie. La loro aspirazione era di comprare una macchina. Nel 1960, tutti gli svedesi risparmiavano per cercare di comprare una Volvo, come questa. Questo era il livello economico dove si trovava la Svezia. Ma in contrasto a questo, nel mondo in via di sviluppo, molto lontano, l&#8217;aspirazione della famiglia media, lì, era di avere cibo per il giorno. E risparmiavano per poter comprare un paio di scarpe. C&#8217;era un divario enorme nel mondo quando sono cresciuto. E questo divario tra l&#8217;occidente e il rimanente ha creato una mentalità del mondo che usiamo ancora linguisticamente quando parliamo dell&#8217;&#8221;occidente&#8221; e &#8220;il mondo in via di sviluppo.&#8221; Ma il mondo è cambiato, ed è in ritardo per cambiare questa mentalità, questa tassonomia del mondo, e per capirlo.</p>
<p>E questo è ciò che vi mostrerò. Perché, dal 1960, ciò che è successo nel mondo fino al 2010 è che uno sbalorditivo quattro miliardi di persone si sono aggiunte alla popolazione mondiale. Guardate quante. La popolazione mondiale è raddoppiata da quando andavo a scuola. E ovviamente, c&#8217;è stata una crescita economica in occidente. Molte compagnie hanno fatto crescere l&#8217;economia, quindi la popolazione occidentale si è spostata qui. E adesso la loro aspirazione non è solo di avere una macchina. Adesso vogliono una vacanza in un posto particolarmente remoto E vogliono volare. E qui è dove sono adesso. E le nazioni in via di sviluppo che si sono sviluppate meglio, hanno avanzato. E sono diventate economie emergenti, come le chiamiamo. E adesso stanno comprando macchine. E ciò che è successo un mese fa è che la compagnia cinese Geely, ha comprato la Volvo. E allora gli svedesi hanno capito che qualcosa di grande è successo nel mondo.</p>
<p>Quindi eccoli qui. La tragedia è che i due miliardi qui che combattono per cibo e scarpe, sono ancora poveri quasi quanto lo erano 50 anni fa. La novità è che abbiamo la più grande pila di miliardi, i tre miliardi qui, che stanno a loro volta diventano economie emergenti, perché sono abbastanza in salute, relativamente ben istruite, e hanno già anche due o tre bambini per donna, come questi. E la loro aspirazione è, ovviamente, di comprare una bicicletta, e più tardi gli piacerebbe avere anche un ciclomotore. Ma questo è il mondo che abbiamo oggi. Niente più divari. Ma la distanza tra i più poveri, i veramente poveri, dai veramente ricchi qui, è maggiore che mai. Ma c&#8217;è una continuità nel mondo da camminare, pedalare, guidare, volare &#8212; persone su tutti i livelli. E la maggior parte è da qualche parte nel centro. Questo è il mondo che abbiamo oggi nel 2010</p>
<p>Cosa accadrà in futuro? Bene, mi proietterò nel 2050. Sono stato a Shanghai recentemente. E ho ascoltato ciò che sta accadendo in Cina. E&#8217; abbastanza certo che ci raggiungeranno, come ha già fatto il Giappone. Tutte le proiezioni &#8212; questo crescerà dell&#8217;uno o due per cento. E questo cresce del setto, otto. E finiranno qui sopra.</p>
<p>Cominceranno a volare. E queste le nazioni a basso o medi reddito, le economie emergenti, loro anche imiteranno la salita economica. E se, ma solo se, investiamo nelle giuste tecnologie ecologiche &#8212; così da evitare pericolosi cambiamenti climatici, e l&#8217;energia può rimanere relativamente economica &#8212; allora arriveranno fino a qui. E cominceranno a comprare macchine elettriche. Questo è ciò che troveremo lì.</p>
<p>Mentre per quanto riguarda i due miliardi più poveri? Che dire dei due miliardi più poveri qui? Andranno avanti? Beh, qui la popolazione conta perché lì abbiamo già due o tre bambini per donna, la pianificazione familiare è largamente usata, e la crescita della popolazione finirà. Qui, la popolazione sta crescendo. Quindi questi due miliardi, nei prossimi decenni, cresceranno fino ai tre miliardi. E poi cresceranno fino ai quattro miliardi. Non c&#8217;è niente tranne una guerra nucleare del tipo che non abbiamo mai visto che può fermare questo avvenimento. Perché è già cominciato. Ma se, e solo se, escono dalla povertà, vengono istruiti, ottengono una minore mortalità infantile, se potranno comprare una bicicletta e un cellulare e arrivare qua, la crescita della popolazione si fermerà nel 2050. Non possiamo avere persone a questo livello a cercare cibo e scarpe, perché otterremmo una continua crescita della popolazione.</p>
<p>Lasciate che vi mostri perché mandando indietro ai vecchi tempi la tecnologia digitale. Qui ho sullo schermo le mie bolle dei paesi. Ogni bolla è un paese. La dimensione è la popolazione. Il colore mostra il continente. Il giallo qui sono le Americhe; blu scuro è Africa; marrone è Europa; verde è il medio oriente; e questo blu chiaro è l&#8217;Asia meridionale Questa è l&#8217;India e questa è la Cina. La dimensione è la popolazione. Ecco i bambini per donna, due bambini, quattro bambini, sei bambini, otto bambini &#8212; grandi famiglie, piccole famiglie. L&#8217;hanno è il 1960. E qui sotto, la mortalità infantile, la percentuale dei bambini che sopravvivono all&#8217;infanzia fino a cominciare la scuola. 60 per cento, 70 per cento, 80 per cento, 90, e quasi 100 per cento, com&#8217;è adesso nelle nazioni più ricche e più in salute. Guardate, questo è il mondo di cui la mia insegnante parlava nel 1960. Un miliardo l&#8217;occidente qui, bassa mortalità infantile, piccole famiglie. e il resto, l&#8217;arcobaleno dei paesi in via di sviluppo, con famiglie molto grandi e alta mortalità infantile.</p>
<p>Cosa è successo? Avvio il mondo. Eccoci. Riuscite a vedere, come gli anni passano, la sopravvivenza infantile aumenta? Ottengono sapone, igiene, istruzione, vaccini, penicillina. E con la programmazione familiare la dimensione delle famiglie diminuisce. Arrivano al 90 per cento della sopravvivenza infantile, quindi le famiglie diminuiscono. E la maggior parte delle nazioni arabe, nel Medio Oriente sta scendendo qui sotto.</p>
<p>Guardate, il Bangladesh raggiunge l&#8217;India. L&#8217;intero mondo in via di sviluppo raggiunge il mondo occidentale con bassa mortalità infantile e famiglie poco numerose. Ma abbiamo ancora il miliardo dei più poveri. Potete vedere il miliardo più povero? queste scatole che avevo qui? Sono ancora qui sopra. E hanno ancora una probabilità di sopravvivenza infantile solo del 70 &#8211; 80 per cento, significa che se ti nascono sei bambini, ci saranno almeno quattro che sopravvivono fino alla prossima generazione. E la popolazione raddoppierà in una generazione.</p>
<p>Quindi l&#8217;unica strada per far davvero fermare la crescita demografica è di continuare a migliorare le probabilità di sopravvivenza dei bambini fino al 90 per cento. Ecco perché gli investimenti della Gates Foundation, dell&#8217;UNICEF e delle organizzazioni umanitarie, insieme ai governi nazionali nei paesi più poveri, sono così giusti. Perché ci stanno davvero aiutando a raggiungere una popolazione del mondo sostenibile. Possiamo fermarci a nove miliardi se facciamo la cosa giusta. La sopravvivenza infantile è il nuovo sogno. È solo la sopravvivenza infantile che fermerà la crescita della popolazione. Accadrà? Beh, non sono un ottimista, e neanche un pessimista. Sono, piuttosto, un &#8220;possibilista&#8221;. È una nuova categoria dove mettiamo le emozioni da parte, e semplicemente lavoriamo analiticamente con il mondo. Può essere fatto. Possiamo avere un mondo molto più giusto. Con tecnologia verde e con investimenti per alleviare la povertà una governance globale, il mondo può diventare così.</p>
<p>Guardate la posizione del vecchio occidente. Ricordate quando questa scatola blu era tutta sola, governando il mondo, vivendo la sua vita. Questo non succederà. Il ruolo del vecchio occidente nel nuovo mondo è di diventare il fondamento del nuovo mondo &#8212; niente di più, niente di meno. Ma è un ruolo particolarmente importante. Fatelo bene e abituatevici.</p>
<p>Grazie a tutti. </p>
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		<title>Tempo di capire</title>
		<link>http://www.rintracciarti.org/2010/09/20/tempo-di-capire/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 18:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sugata Mitra, pedagogista indiano professore di Tecnologie Didattiche presso l&#8217;Università di Newcastle, teorico dell&#8217;autoapprendimento ci parla di&#8230;

Sociatà, bambini, tecnologia: organizzazione e autoapprendimento
Sugata Mitra: Beh, è una frase scontata. Ho iniziato con quella frase 12 anni fa circa, e ho iniziato nella realtà dei Paesi in via di sviluppo, ma voi seduti qui venite da ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sugata Mitra, pedagogista indiano professore di Tecnologie Didattiche presso l&#8217;Università di Newcastle, teorico dell&#8217;autoapprendimento ci parla di&#8230;<span id="more-683"></span><br />
<a href="http://www.ted.com/talks/lang/ita/sugata_mitra_the_child_driven_education.html"><br />
Sociatà, bambini, tecnologia: organizzazione e autoapprendimento</a></p>
<p><strong>Sugata Mitra</strong>: Beh, è una frase scontata. Ho iniziato con quella frase 12 anni fa circa, e ho iniziato nella realtà dei Paesi in via di sviluppo, ma voi seduti qui venite da ogni angolo della terra. Se pensate ad una cartina del vostro Paese, credo che ammetterete che in ogni Paese sulla terra sia possibile tracciare piccoli cerchi sulla carta geografica dei quali poter dire “Questi sono posti dove un buon insegnante non andrebbe”. Per di più, quelli sono i posti da cui vengono i problemi. Ci si pone un problema che ha del paradossale. I bravi insegnanti non vogliono andare proprio in quei posti dove sarebbero più necessari.</p>
<p>Ho iniziato nel 1999 a cercare di risolvere questo problema con un esperimento molto semplice a New Delhi. In sostanza, ho murato un computer in un muro di uno slum di New Dehli. I bambini a malapena andavano a scuola. Non conoscevano affatto la lingua inglese. Non avevano mai visto un computer prima di allora e non sapevano cosa fosse internet. Ho attaccato una connessione internet veloce al computer &#8211; piazzato a circa un metro da terra &#8211; l&#8217;ho acceso e l&#8217;ho lasciato lì. Dopo di che, abbiamo notato un paio di cose interessanti, che vedrete. Ho ripetuto l&#8217;esperimento in tutta l&#8217;India e successivamente in molte parti del mondo e verificato che i bambini imparano a fare quello che vogliono imparare.</p>
<p>Questo è il nostro primo esperimento &#8211; un bambino di otto anni alla vostra destra insegna alla sua studentessa, una bambina di sei anni, e le sta insegnando come navigare in internet. Questo ragazzo nel cuore dell&#8217;India centrale &#8211; questo è un villaggio del Rajasthan, dove i bambini hanno registrato la loro musica e riascoltata insieme e, nel farlo, si sono divertiti molto. Hanno fatto tutto questo in quattro ore, dopo aver visto un computer per la prima volta. In un altro villaggio nel sud dell&#8217;India, questi ragazzi avevano assemblato una videocamera e stavano cercando di fotografare un bombo. L&#8217;hanno scaricato dal sito Disney.com, o da uno di questi siti, 14 giorni dopo aver portato il computer nel loro villaggio. Così, alla fine degli esperimenti, abbiamo concluso che gruppi di bambini possono imparare ad usare il computer e internet da soli, indipendentemente da chi fossero o da dove si trovassero.</p>
<p>A quel punto, sono diventato un po&#8217; più ambizioso e ho deciso di scoprire cosa altro potessero fare dei bambini con un computer. Abbiamo cominciato con un esperimento a Hyderabd, India, dove un gruppo di bambini parla inglese con un forte accento Telugu. Ho dato loro un computer con un&#8217;interfaccia vocale, che si scarica gratis con Windows, e ho chiesto loro di parlare al computer. Quando hanno parlato, il computer ha tradotto cose senza senso, così hanno detto: “Non capisce niente di quello che diciamo”. Ho risposto “Lo lascerò qui due mesi. Fatevi capire dal computer.” I bambini hanno replicato “Come facciamo ?” ed io “Non saprei”. (Risate) E li ho salutati. (Risate). Due mesi dopo &#8211; è documentato nell&#8217;Information Technology for International Development journal &#8211; l&#8217;accento era cambiato ed era molto simile all&#8217;accento inglese neutrale con cui avevo impostato il sintetizzatore audio-testo. In altre parole, parlavano tutti come James Tooley. (Risate). Sono riusciti a farlo da soli. In seguito, ho iniziato a sperimentare diverse altre cose che loro avrebbero potuto imparare a fare da soli.</p>
<p>Ho avuto una conversazione telefonica interessante da Columbo, con Arthur C. Clarke, che mi ha detto “Voglio vedere come va”. Non poteva viaggiare, così l&#8217;ho raggiunto. Mi disse due cose interessanti: “Un insegnante che può essere sostituito da una macchina, dovrebbe essere sostituito” La seconda cosa fu che “Se un bambino è interessato, allora l&#8217;istruzione ha luogo.” Io stavo realizzando proprio quello, tanto che vorrei sempre vederlo e pensare a lui.</p>
<p><strong>(Video) Arthur C. Clarke</strong>: Loro possono senza dubbio aiutare le persone, perché i bambini imparano velocemente a navigare e trovare le cose che li interessano. E quando hai catturato l&#8217;interesse, avviene anche l&#8217;istruzione.</p>
<p><strong>Sugata Mitra</strong>: Ho ripetuto l&#8217;esperimento in Sudafrica. Questo ragazzo ha 15 anni.</p>
<p>(<strong>video</strong>) Ragazzo: ….tanto per dire, mi piacciono I giochi con gli animali e ascolto la musica.</p>
<p><strong>Sugata Mitra</strong>: Gli ho chiesto “Spedisci emails?” e lui “Sì, e attraversano l&#8217;oceano.&#8221; Qui siamo in Cambogia, in ambito rurale &#8211; un gioco aritmetico abbastanza stupido, a cui nessun ragazzo giocherebbe in classe o a casa. Vorrebbero restituirvelo, sapete. Direbbero &#8220;Che noia!&#8221; Se lo lasciate per terra e se tutti gli adulti se ne vanno, mostreranno l&#8217;un l&#8217;altro cosa sono capaci di fare. E&#8217; quello che stanno facendo questi ragazzi. Stanno cercando di fare delle moltiplicazioni, credo. In tutta l&#8217;India, nel giro di due anni circa, i bambini avevano cominciato a fare i compiti a casa con Google. Gli insegnanti hanno registrato uno straordinario miglioramento in inglese (Risate) un gran miglioramento generalizzato. Dicevano “Sono diventati pensatori profondi e molto altro”. (Risate) E infatti era così. Se c&#8217;è del materiale su Google, perché dovresti immagazzinarlo nella tua testa ? Alla fine dei successivi quattro anni, decisi che gruppi di bambini possono navigare in internet per raggiungere in autonomia obiettivi di conoscenza.</p>
<p>In quegli anni, l&#8217;Università di Newcastle ricevette ingenti finanziamenti per migliorare il sistema scolastico in India. Mi chiamarono ed io risposi “Me ne occuperò da Delhi”. Mi risposero “Non esiste che tu ti metta a gestire un finanziamento universitario di un milione di sterline stando a Delhi”. Fu così che nel 2006 mi comprai un cappotto pesante e andai a Newcastle. Volevo testare i limiti del sistema. Il primo esperimento che feci al di fuori di Newcastle fu effettivamente in India. Mi posi un traguardo impossibile: dei bambini di 12 anni del sud dell&#8217;India che parlano Tamil possono insegnarsi a vicenda da soli la biotecnologia in inglese ? Ho pensato di verificare le loro conoscenze iniziali. Presero zero. Ho fornito loro i materiali. Sono tornato e ho rifatto il test. Presero un altro zero. Sarei tornato sui miei passi per dire: “Abbiamo bisogno di insegnanti per certe cose”.</p>
<p>Ho convocato 26 bambini. Vennero tutti insieme e dissi loro che su questo computer c&#8217;era della roba molto difficile. Non sarei stato sorpreso che non avessero capito niente. E&#8217; tutto in inglese e adesso vado via. (Risate) Li lasciai soli col computer. Tornai dopo due mesi ed i 26 bambini arrivarono camminando lentamente, in silenzio. Dissi “Allora, avete dato un&#8217;occhiata ai materiali?” Risposero “Sì”. “Avete capito qualcosa?” “No, niente”. Allora chiesi: “Per quanto tempo avete provato a capirci qualcosa prima di decidere che non ci capite niente?” Risposero “Ogni giorno”. Dissi allora “Per due mesi avete cercato di capire questa roba e non avete capito niente?”. Fu allora che una bambina di 12 anni alzò la mano e disse, letteralmente “A parte il fatto che la replicazione impropria di molecole di DNA genera malattie genetiche, non abbiamo capito niente”.</p>
<p>Mi ci sono voluti tre anni per pubblicare quell&#8217;esperimento. E&#8217; appena stato pubblicato nel British Journal of Educational Technology. Uno dei referee dell&#8217;articolo mi ha detto “E&#8217; troppo bello per essere vero”, che non era proprio un complimento. Una delle ragazze ha imparato da sola per diventare insegnante. Questa è lei. Ricordate che non studiano la lingua inglese. Ho tagliato l&#8217;ultimo pezzo quando ho chiesto “Dov&#8217;è il neurone?” E lei “Il neurone? Il neurone?” E poi ha guardato e ha fatto questo. Qualunque fosse l&#8217;espressione, non era proprio felice.</p>
<p>I loro punteggi sono cresciuti da 0 al 30%, che è un risultato impossibile dal punto di vista dell&#8217;apprendimento in quel contesto. Ma il 30% non è la sufficienza. Ho scoperto che avevano un&#8217;amica, una giovane contabile, con la quale giocavano a football. Le ho chiesto “Insegneresti loro abbastanza biotecnologia da consentire loro di superare l&#8217;esame?” E lei “E come potrei? Non ne so niente”. Risposi “Usa il metodo della nonna” E lei “Cosa ?” Le dissi “Tutto quello che devi fare è stare dietro di loro ed ammirarli di continuo. Dì loro “Bravi! Ben fatto! E&#8217; fantastico! Cos&#8217;è quello? Puoi farlo un&#8217;altra volta? Mi fai vedere come va avanti?” Lo fece per due mesi. Il punteggio è arrivato al 50%, che è quanto ottenevano le scuole d&#8217;élite di New Delhi, con un insegnante esperto di biotecnologia.</p>
<p>Tornai a Newcastle con questi risultati e decisi che stava accadendo qualcosa che avrebbe portato a conclusioni molto serie. Avendo già fatto esperimenti in tutti i tipi di posti remoti, andai nel posto più sperduto che potessi immaginare. (Risate) Circa 5.000 miglia da Delhi c&#8217;è la cittadina di Gateshead. A Gateshead presi 32 bambini ed iniziai a mettere a punto il modello. Li divisi in gruppi di quattro. Dissi “Fate i vostri gruppi di quattro. Ciascun gruppo ha a disposizione un computer e non quattro computers.&#8221; Ricordate, come accadeva nel Buco nel Muro, “potete cambiare i gruppi, potete andare in un altro gruppo, se non vi piace il vostro, ecc… Potete andare in un altro gruppo, imparare da loro, vedere cosa stanno facendo, tornare al vostro gruppo e rivendicarlo come vostro lavoro”. Spiegai loro che un sacco di ricerca scientifica è fatta usando questo metodo.</p>
<p>I bambini mi seguirono entusiasti e dissero “Adesso cosa dobbiamo fare?” Detti loro sei domande del testo GCSE. Il primo gruppo, il migliore, rispose a tutte le domande in 20 minuti. Il peggiore in 45. Usarono tutto quello che conoscevano &#8211; newsgroups, Google, Wikipedia, Ask Jeeves, ecc…. Gli insegnanti dissero “E&#8217; apprendimento duraturo?” Risposi “Proviamolo. Tornerò tra due mesi. Somministreremo loro un test su carta &#8211; niente computer, niente scambio di informazioni, ecc…”. Il punteggio medio quando feci il test in gruppo con i computers fu del 76%. Quando feci l&#8217;esperimento e il test, dopo due mesi, il test cartaceo fu del 76%. I bambini richiamavano il ricordo fotografico, credo perché discutevano insieme. Un bambino solo di fronte ad un computer non lo farà. Ho ulteriori prove, quasi incredibili, di punteggi che aumentano col tempo. Perché, dicono i loro insegnanti, finita la lezione, i bambini continuavano a cercare su Google.</p>
<p>Qui in Gran Bretagna ho emanato un bando per nonne inglesi, dopo il mio esperimento di [non incomprensibile]. Beh, sapete che le nonne inglesi sono donne molto vigorose. 200 nonne hanno aderito immediatamente in forma volontaria. (Risate) L&#8217;accordo prevedeva che mettessero a disposizione un&#8217;ora di connessione a banda larga, stando a casa loro, un giorno la settimana. E lo fecero. Nell&#8217;arco degli ultimi due anni, oltre 600 ore di istruzione sono corse via Skype, usando quello che i miei studenti chiamano “granny cloud”, la rete delle nonne. La granny cloud sta là. Le posso collegare a qualunque scuola io desideri.</p>
<p>(<strong>Video</strong>) Insegnante: Non ce la fai a prendermi. Lo sai. Non ce la fai. Lo dici tu. Non mi prendi.</p>
<p><strong>Bambini</strong>: Non ce la fai a prendermi.</p>
<p><strong>Insegnante</strong>: Sono l&#8217;omino di pan di zenzero.</p>
<p><strong>Bambini</strong>: Sono l&#8217;omino di pan di zenzero.</p>
<p><strong>Insegnante</strong>: Bravi. Molto bene …</p>
<p><strong>Sugata Mitra</strong>: Torniamo a Gateshead, una bambina di 10 anni è catapultata nella culla dell&#8217;induismo in 15 minuti. Sono cose di cui io non so nulla. Due bambini guardano un TEDTalk. Volevano diventare calciatori fino ad allora. Dopo aver visto 8 TEDTalk, vuole diventare Leonardo da Vinci.</p>
<p>E&#8217; roba abbastanza semplice.</p>
<p>Questo è quello a cui sto lavorando. Si chiamano SOLEs: ambienti di apprendimento auto organizzati. I mobili sono studiati in modo che i bambini possano sedersi di fronte a grandi, potenti schermi, potenti reti per la connessione, ma in gruppo. Se vogliono, possono chiamare la loro granny cloud. Questo è un SOLE a Newcastle. Il mediatore è di [parola incomprensibile], in India.</p>
<p>Quanto possiamo spingerci oltre? Ancora un piccolo passo e mi fermo. Sono andato a Torino in Maggio. Ho mandato via tutti gli insegnanti del mio gruppo di bambini di 10 anni. Io parlo solo inglese, loro solo italiano, sicché non c&#8217;era modo di comunicare. Ho iniziato a scrivere domande in inglese alla lavagna. I bambini lessero e dissero “Cosa?” Io risposi “Beh, fatelo”. Hanno scritto le domande in Google, tradotte in italiano, tornati a Google Italia. Dopo 15 minuti … Domanda successiva: Dov&#8217;è Calcutta? Stavolta, ci sono voluti solo 10 minuti. Ho provato con una domanda davvero difficile, stavolta: “Chi era Pythagoras e cosa ha fatto?” Ci fu silenzio per un attimo, poi dissero “L&#8217;hai scritto male, si dice Petagoras”. Poi, dopo 20 minuti, il triangolo rettangolo cominciò ad apparire sugli schermi. Questo mi ha fatto venire i brividi. Sono bambini di 10 anni. In altri 30 minuti avrebbero raggiunto la Teoria della Relatività. E poi?</p>
<p>Avete visto cosa è successo? Credo che ci siamo imbattuti in un sistema auto-organizzante. Un sistema auto-organizzante prevede che appaia una struttura senza esplicito intervento dall&#8217;esterno. I sistemi auto-organizzanti esibiscono anche proprietà emergenti, cioè, il sistema inizia a fare cose per le quali non era stato ideato. In altre parole, si reagisce in un certo modo perché sembra impossibile. Penso di poter avanzare una supposizione. L&#8217;istruzione è un sistema auto-organizzante, all&#8217;interno del quale l&#8217;apprendimento è un fenomeno emergente. Mi ci vorranno alcuni anni per provarlo, per via sperimentale, ma voglio provarci. Ma nel frattempo, c&#8217;è un metodo a disposizione. Un miliardo di bambini, hanno bisogno di 100 milioni di mediatori &#8211; ce ne sono molti di più in terra &#8211; 10 milioni di SOLEs, 180 miliardi di dollari e 10 anni. Potremmo cambiare tutto.</p>
<p>Grazie. </p>
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