Tema
In VICINIDISTANZA, quarta edizione di RintracciArti (22 novembre – 8 dicembre 2008) raccontiamo:
- la meraviglia delle distanze culturali incontrata nelle storie di chi ha lasciato il proprio paese per necessità, sopravvivenza o semplice speranza di un futuro migliore, nella bellezza dell’Arte che sa trascendere tutte le provenienze per ricondurre a sintesi l’esperienza umana;
- e musiche e i sapori che abbiamo conosciuto e vissuto, camminando insieme a persone diverse da noi;
- l’impegno di persone sensibili e disponibili, grazie al quale la cultura vive e cresce in una comunità e dà un senso ad un territorio;
- la dinamica interculturale, non più amplificando i temi della divisione (paura, pregiudizio, tensione, ecc.) e sottolineando solo quanto e a chi giova alimentare il conflitto;
- il fenomeno delle migrazioni non come causa dei nostri mali, bensì come possibile risorsa, per cui persone di diversa cultura abitando nel nostro benessere, ci stimolano a diversamente affrontare il malessere di un modello sociale e istituzionale (famiglia, politica, scuola, religione) in crisi;
- il contributo che le generazioni di vecchi e nuovi migranti hanno dato e danno allo sviluppo dell’economia, in un mondo spesso schizofrenico quando accusa gl’immigrati di rubare da schiavi la fatica di lavori che nessuno di noi sarebbe più disposto a fare;
- il confine che separa un possibile sviluppo sostenibile, dove le leggi del profitto si possono porre ancora degli scrupoli, da quello non più sostenibile, mascherato con i panni della globalizzazione inevitabile, a causa del quale l’immigrato è costretto a cercare miglior fortuna in territori diversi da quello dov’è nato;
- la necessità di uscire da una crisi di prospettive non solo economiche, che le attuali classi dirigenti faticano a proporre come modelli di vita, non semplificando i nostri comportamenti nell’individuare l’altro come il colpevole nemico e non più barricandoci tra simili alla ricerca di un’identità territoriale che solo apparentemente può darci maggiore sicurezza.
Nel condominio del mondo, posso anch’io diventare o tornare straniero, posso anch’io essere clandestino, immigrato, rifugiato, meridionale.
Usciamo dall’appartamento delle nostre certezze e sul confine delle nostre diversità, incontriamoci da VICINI DI STANZA.
Adesso o mai più, è urgente!
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